• muovi
    • Social Network
    • minimizza-massimizza
    Condividi su:
    facebook twitter
    • muovi
    • Notizie
    • rss
    • rss
    • minimizza-massimizza

    30-01-2010

    Cori

    In ricordo del primo bombardamento

    1943, mentre il secondo conflitto mondiale emetteva gli ultimi terrificanti sussurri, la vita a Cori procedeva tra incertezze e rassegnazione, mentre iniziava la sconfitta degli eserciti dell'Asse: a scuotere gli animi arrivò la notizia che il 19 luglio le forze aree americane avevano colpito Roma e Frascati, dove aveva sede il Comando germanico in Italia, con conseguente diffusione incontrollata di panico ed arrivo a Cori, in cerca di rifugio, di masse di scampati al massacro.
    Il successivo arresto di Mussolini e la caduta del regime provocò un'ondata di entusiasmo incontenibile, che lasciò inascoltato il messaggio del nuovo capo di governo Pietro Badoglio "La guerra continua" e così fu, dato che l'Italia si avviò verso il momento più tragico della sua storia.
    Una mattina nella piazza di Cori si videro più numerosi i soldati tedeschi che, accompagnati dai repubblichini, cercavano di scovare non solo i giovani che non avevano risposto ai bandi di leva, ma anche gli adulti in buona salute da adibire a lavori pesanti.
    Stranamente il paese pareva popolato solo da donne, bambini ed anziani, essendosi dati alla macchia uomini efficienti che, nel loro piccolo, si preparavano a combattere con qualsiasi mezzo contro i soprusi e l'oppressione sopportati per circa un ventennio: alla fine del '43 iniziava anche a Cori la Resistenza, alla quale fece seguito un'ondata di rastrellamenti delle SS, con sparatorie e perquisizioni, un'atmosfera invernale tanto gelida che neanche il Natale riuscì a scaldare.
    Gli inizi del gennaio 1944 passarono, come al solito, in compagnia dell'assordante frastuono delle cannonate, che laceravano l'aria intorno a Montecassino, e delle squadriglie di aerei, perennemente in transito.
    Sabato 22 gennaio i coresi si svegliarono più stanchi del solito: alcuni, scrutando l'orizzonte nel limpido cielo, incuriositi dall'inconsueta calma, videro il mare che pareva disturbato da un luccichio, simile ad un fremito, e non stentarono a focalizzare una miriade di navi che imprimevano un incessante movimento a quella distesa solitamente immobile.
    Gli Alleati erano sbarcati ad Anzio e ciò lasciava supporre, non che fosse giunto il momento della Liberazione, bensì che Cori non fosse un luogo sicuro, ma anche stavolta il messaggio fu frainteso: ed infatti, i suoni di guerra tornarono a rimbombare mentre giungeva la notizia di "attacchi esplorativi in direzione Cisterna" ed una pioggia di bombe cadeva su Velletri.
    Domenica mattina, 30 gennaio 1944, il cielo limpido ed i primi raggi del sole sembravano aprire il cuore alla speranza, quando all'improvviso un boato sordo e lontano echeggiò nell'aria e nessuno fece in tempo neppure a pensare che stesse arrivando il disastro: il paese non esisteva più, cancellato da nuvole di polvere, fumo, scoppi e schianti di bombe, avvolto da scie di fuoco mentre gli aerei lo sorvolavano a bassa quota.
    Quando quella specie di terremoto finì, per terra innumerevoli vittime, ed un'ondata dolorosa e drammatica di fuggiaschi e feriti si riversò verso l'unica direzione di salvezza, le alture intorno a Cori.

    potrebbe interessarti anche...