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    14-07-2009

    Terracina

    "Padroni in casa nostra", intervento del consigliere Acanfora

    Il "vizio" che da decenni attanaglia tutte le forze politiche della provincia di Latina, da sinistra passando per quelle di centro per terminare alle formazioni di destra, è sempre stato quello nel momento di qualche frizione ricorrere ai "padrini" romani nel tentativo di risolvere l'empasse.
    E' stato e per certi versi continua ad essere un "vizio" grave per l'autodeterminazione che dovrebbero avere i componenti della nuova classe politica che sta nascendo con il Popolo della Libertà.
    Un "vizio" da abiurare, che non ci ha permesso negli anni recenti di crescere in maniera autorevole e rivendicare nei momenti importanti il diritto alla difesa degli interessi del territorio pontino, senza se e senza ma.
    Bene ha fatto e sta facendo il vice coordinatore del Pdl Fabio Bianchi nelle vicende che lo vedono protagonista nella gestione della costruzione del nuovo governo della provincia di Latina.
    Non si può condannare oggi il vice coordinatore Bianchi per aver svolto con diligenza il ruolo che gli è stato affidato da tutte le componenti presenti all'ultimo congresso provinciale di Alleanza Nazionale.
    Tutte le trattative condotte per far sì che il secondo governo Cusani potesse iniziare il suo percorso sono state svolte con ferreo criterio politico, rispetto agli accordi pre elettorali e rispetto a quelle che sono le indicazioni della carta costituente del Popolo della Libertà.
    Plaudo sinceramente alla dirittura politica intrapresa dal vice coordinatore provinciale del Pdl Fabio Bianchi, al quale rivolgo l'invito a non mollare e a portare avanti con coraggio la strada intrapresa che è quella dell'interesse a governare in favore degli elettori del centro destra ma anche di tutti i cittadini della provincia di Latina.
    Senza vergogna alcuna, invece, appare l'estemporanea uscita del nominato senatore della repubblica Giuseppe Ciarrapico, che vorrebbe la sospensione dal Pdl di Bianchi per il solo fatto che ha firmato la lettera della sua cacciata dal partito per l'indegnità dimostrata nel sostenere un candidato diverso da quello indicato dal Popolo della Libertà alle recenti provinciali.
    Il nominato senatore e grande millantatore di passati e recenti successi del centro destra e oggi del Popolo della Libertà, dovrebbe avere un scatto d'orgoglio e guardandosi nel primo specchio che trova trarre le dovute conclusioni".


    Consigliere Comunale del Pdl
    Antonio Acanfora